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La misurazione del web 2.0
[ 19-03-2007 ] Devo dire che mi lascia un po' perplesso il fatto che già illustri analisti si siano buttati a pesce per misurare la penetrazione del web 2.0 nelle aziende
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| Fonte originale della notizia » |
| imli.com |
L' (IMlog) è un blog collaborativo curato da manager e professionisti. Qui troverai informazioni, commenti, link, articoli e interviste che riguardano il marketing a 360 gradi.
L'IMlog è la più recente evoluzione della IMLI, la prima mailing list italiana sul marketing, e si presenta come uno spazio aperto per discutere di progetti, idee, metodi ed esperienze.
Due parole sulla IMLI. La mailing list fu ideata e creata nel 1996 da , esperto di marketing e di internet, ed e' servita per anni come luogo virtuale di incontro per imprenditori, "markettari", studenti e professionisti . Se vuoi fare parte del gruppo di esperti che creano l'IMlog indicando le tue esperienze professionali.
Dietro alla realizzazione di IMlog c'è una azienda di consulenza che si occupa di marketing tradizionale e digitale.
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Tuttavia mi sembra interessante l'analisi proposta da AMI-Partners, che, senza preoccuparsi troppo delle questioni relative alle definizioni (come si stabilisce che una applicazione è web 2.0 ?) si lancia in interessanti quantificazioni.
Secondo quanto riportato in uno studio, il 40% delle piccole e medie aziende americane utilizza applicazioni web 2.0 , dai blog, a Skype, ad Amazon, per tagliare costi, migliorare l'efficienza e raggiungere più efficacemente i propri clienti. E' interessante il fatto che, come sottolinea Jackie Chan, director of Global SMB Primary Research di AMI-Partners a New York, l'adozione di queste soluzioni da parte delle aziende avviene in realtà con un grado di consapevolezza ancora piuttosto basso riguardo il significato complessivo di "web 2.0".
Sostanzialmente AMI Partners vede il web 2.0 come la seconda generazione di servizi internet-based, caratterizzati dal passaggio da siti statici a piattaforme per lo sviluppo di applicazioni.
Tra i motivi trainanti che portano le PMI statunitensi verso l'adozione di questo tipo di applicazioni vengono individuate:
- Avere accesso tramite web ad applicazioni e tecnologie che diversamente sarebbero troppo costose;
- Far conoscere, vendere e supportare i propri prodotti presso i clienti in modo economico ma efficiente;
- Aprire nuovi canali di comunicazione abbassando i costi.
- Partecipare a comunità online e portali.
Vedremo cosa accade in Europa.
Per approfondire: Tekrati
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Elenco completo delle Fonti monitorate: ADV Magazine, Advert Planet, AgoraVox, AlimentaPress, Altrenotizie, AmiciAmici Magazine, Anti Digital Divide, Anti-Phishing Italia, Bologna 2000, Comunicati Stampa, Comunitàzione, Consulente Legale Informatico, CriticaMente, Draft, EBETE in Fiore, e-financePress, FAO Sala Stampa, Garante della Privacy, I Fatti, Interactive Adv Bureau, Key4biz, La Grande Agenzia, Lavoce.info, MG News, MTN Blog, Mauro Lupi's Blog, Mediazone, MetaNews, Minimarketing.it, Modena 2000, MondoBlog.it, Morse.it, Mymarketing.it, Negativo!, NewsSms, Ninja Marketing, PC Facile, PIVARI.COM, Reggio 2000, Rovigo blog, Sassuolo 2000, Sicurezza in Rete, Storage-backup.com, StudioCelentano.it, Telospiego.it, The Intruder News, TiempoLibre, Unimagazine.it, ValleOlona.com, Webisland.net, Wireless-Italia
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