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I rootkit sono il vero malware
[ 19-04-2006 ] Lo sostiene McAfee, secondo cui sono sempre più diffusi, sempre più complessi e collegati non solo alle azioni di cracker senza scrupoli ma anche a quelle di entità commerciali. Con la complicità dell'open source
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Roma - Sono creature conosciute da molti anni ma, a quanto pare, di questi tempi stanno conoscendo una nuova epidemica evoluzione, venendo inseriti in un numero sempre più ampio di malware diffuso via Internet con metodi e scopi diversi: sono i rootkit, bestie digitali oggi note al grande pubblico in seguito allo scandalo Sony BMG e alla sua rilevanza mediatica. La loro pericolosità e diffusione è ora al centro di un rapporto McAfee, società di sicurezza generalmente poco propensa a suscitare facili allarmismi.
Nel suo rapporto McAfee gira il dito nella piaga tirando fuori conclusioni controverse: a detta degli esperti dell'azienda, infatti, lo sviluppo di progetti collaborativi online, associato a quello dell'open source, ha portato all'emergere di un ambiente fertile per la moltiplicazione esponenziale di quelle che l'azienda definisce tecnologie stealth.
I McAfee AVERT Labs sono giunti a queste clamorose conclusioni attribuendo la moltiplicazione dei rootkit (+ 2300 per cento tra il 2001 e il 2005 quelli sviluppati per Windows) alle "iniziative di ricerca collaborativa online che utilizzano siti web che contengono centinaia di linee di codice rootkit disponibili per ricompilazione, adattamento e miglioramento insieme a eseguibili binari rootkit".
Lo scambio di conoscenze a codice aperto sarebbe dunque la causa principale di una moltiplicazione del 600 per cento nella diffusione dei rootkit nel corso degli ultimi tre anni. E si parla solo dei rootkit che McAfee considera dannosi perché associati ad attività malevoli sui computer delle vittime: non vengono conteggiati in questo senso gli altri rootkit, come quello che costrinse la rivale di McAfee, Symantec, ad un clamoroso dietrofront. In quel caso infatti il rootkit, secondo i Labs di McAfee, non nascondevano attività malevole.
Ad ogni modo, il know-how in materia viene sfruttato non solo da cracker interessati a utilizzare i rootkit per nascondere le attività di propri programmi di attacco su PC Windows non presidiati a sufficienza, ma anche da entità commerciali, che sfruttano i rootkit per monitorare il funzionamento di certi programmi o l'adeguamento a certe configurazioni, come accadde nel già citato caso Sony BMG.
"Con la disponibilità di codice rootkit e kit di creazione stealth" - sostengono gli esperti di McAfee - "gli autori di malware possono nascondere più facilmente processi, file e chiavi di registro, senza avere una conoscenza dettagliata del sistema operativo preso di mira. La potenza e la versatilità delle tecnologie stealth hanno permesso la loro diffusione all'interno di qualsiasi forma di malware. La loro popolarità è andata oltre quella del malware, entrando nei software commerciali più diffusi, con alcuni fornitori di software di sicurezza e aziende di elettronica di consumo recentemente ‘banditì per l'utilizzo di tecnologie stealth all'interno dei propri prodotti".
A tutto questo si associa lo sviluppo di nuovi rootkit, via via più complessi: i Labs della società di sicurezza sostengono che tra il 2000 e il 2005 la complessità dei rootkit è aumentata di oltre il 400 per cento e solo nell'ultimo anno, a testimoniare questa accelerazione, è aumentata del 900 per cento.
Assieme alla complessità cresce la pericolosità. "Stiamo chiaramente assistendo a un tasso di crescita allarmante delle tecnologie stealth e dei rootkit in particolare" - sostiene Stuart McClure, senior vice president, global threats di McAfee - "Questo trend nell'evoluzione del malware sta portando alla creazione di nuovi malware più resistenti e anche più virulenti che continueranno a minacciare sia le aziende che i consumatori finali" (per "consumatori", McClure intende evidentemente gli utenti a rischio).
Per chi vuole approfondire l'intera ricerca è disponibile online qui.
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Elenco completo delle Fonti monitorate: ADV Magazine, Advert Planet, AgoraVox, AlimentaPress, Altrenotizie, AmiciAmici Magazine, Anti Digital Divide, Anti-Phishing Italia, Bologna 2000, Comunicati Stampa, Comunitàzione, Consulente Legale Informatico, CriticaMente, Draft, EBETE in Fiore, e-financePress, FAO Sala Stampa, Garante della Privacy, I Fatti, Interactive Adv Bureau, Key4biz, La Grande Agenzia, Lavoce.info, MG News, MTN Blog, Mauro Lupi's Blog, Mediazone, MetaNews, Minimarketing.it, Modena 2000, MondoBlog.it, Morse.it, Mymarketing.it, Negativo!, NewsSms, Ninja Marketing, PC Facile, PIVARI.COM, Reggio 2000, Rovigo blog, Sassuolo 2000, Sicurezza in Rete, Storage-backup.com, StudioCelentano.it, Telospiego.it, The Intruder News, TiempoLibre, Unimagazine.it, ValleOlona.com, Webisland.net, Wireless-Italia
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