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Le nuove norme commerciali gioveranno ai paesi in via di sviluppo?

[ 12-04-2007 ]
La FAO chiede flessibilità per tener conto dei bisogni dei paesi poveri

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FAO Sala Stampa
FAO Sala Stampa è l'Ufficio Stampa in italiano della FAO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, il cui claim è: "per un mondo libero dalla fame".

La sede centrale della FAO si trova a Roma tra viale Aventino e viale delle Terme di Caracalla a poche decine di metri dal Circo Massimo. Oltre alla FAO altre due Agenzie ONU per l'alimentazione hanno sede a Roma: IFAD, Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo; PAM, Programma alimentare mondiale. Sebbene queste tre Agenzie abbiano ruoli differenti, la loro cooperazione e la loro interazione ha come finalità un solo univoco obiettivo: "la riduzione della povertà e della fame nel mondo".

Informazione, consulenza, convention, lavoro diretto sul campo rappresentano i quattro capisaldi strategici tramite cui la FAO intende perseguire l'obiettivo ideale: "un mondo senza fame". In proposito, il nuovo sito istituzionale e formativo della FAO dedicato ai ragazzi e non solo, è in grado di fornire risposta alla maggior parte delle domande in proposito all'Organizzazione, alle finalità, alla messa in opera di progetti e alle relazioni con altre Agenzie ONU e, più in generale, con tutte quelle Associazioni umanitarie che operano e si muovono all'interno dei "mercati globali". Per maggiori informazioni visita FAO Ragazzi e non farti ingannare dal nome va benissimo anche per te, quale che sia la tua età, la tua estrazione sociale, la tua cultura e il tuo lavoro!

FAO Sala Stampa ha quindi il compito di muovere informazione per dare eco a tutte quelle iniziative che di fatto costituiscono l'"agenda lavoro quotidiana" dell'Organizzazione. In tal proposito, un paio d'anni fa, è stato deciso di tradurre in linuga italiana i comunicati stampa per rispetto al Paese ospite (Italia), permettendo così una veicolazione più capillare dell'informazione FAO verso (e a volte "per") il pubblico italiano. Tale veicolazione avviene sia su formato cartaceo che on-line. La Rete italiana oggi garantisce una diffusione dei comunicati FAO su scala "locale": Alimentapress (comunicati stampa dal e per il mondo agroalimentare) - contenitore ideale per la maggior parte dei comunicati FAO - e CS (comunicati stampa aziendali) sono due tra le Realtà che oggi muovono informazione FAO on-line su canali di "settore" grazie alle news e agli strumenti offerti da FAO Sala Stampa in italiano.

Per leggere alcuni dei comunicati stampa alimentari veicolati su Internet: FAO in Alimentapress.

Per maggiori informazioni sulle possibilità di relazionamento "FAO Sala Stampa e giornalisti": FAO Sotto-divisione Relazioni con i Media.
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Ginevra/Roma - La riforma multilaterale della politica commerciale agricola mira a stimolare gli scambi e la crescita economica, ma tutte le nuove norme commerciali dovranno essere compatibili con l'obiettivo di Sviluppo del Millennio numero 1 di dimezzare entro l’anno 2015 la proporzione delle persone che soffrono la fame e vivono in condizioni di povertà estrema, ha avvertito la FAO nel suo rapporto annuale The State of Agricultural Commodity Markets 2006 – SOCO 2006 (Lo Stato del Mercato dei Prodotti Agricoli), presentato ieri a Ginevra.

Nel corso della conferenza stampa al Palais des Nations, David Hallam, responsabile del servizio Politiche Commerciali della FAO ha detto: "Alcuni paesi in via di sviluppo, sostenuti da strutture economiche adeguate, con una buona dotazione di risorse naturali ed un corretto orientamento commerciale, sono già altamente competitivi per quanto riguarda l’esportazione dei loro prodotti agricoli. Questo gruppo di paesi esportatori più avanzati e competitivi sono già oggi in grado di cogliere i benefici della liberalizzazione del commercio mondiale".

Secondo il rapporto FAO, "molti paesi a basso reddito, specialmente nell’Africa sub-sahariana, sono invece in una posizione meno favorevole per trarre beneficio nel breve e medio periodo da un maggiore accesso ai mercati d’esportazione e da una maggiore apertura dei propri mercati nazionali. In che misura ciò possa avvenire dipenderà dalla loro struttura economica, dalla loro competitività e dalla loro capacità di rispondere agli incentivi di un nuovo mercato".

Preoccupazioni per i paesi in via di sviluppo:

Sullo sfondo della ripresa dei negoziati multilaterali - il Doha Round - il nuovo rapporto della FAO esamina i principali elementi che sarebbero necessari perché il commercio mondiale possa migliorare la competitività del settore agricolo dei paesi in via di sviluppo e non rappresenti invece una minaccia alle loro fragili economie.

"Non solo alcuni paesi in via di sviluppo non trarranno alcun beneficio dalla liberalizzazione del commercio, ma in alcuni casi ne potrebbero risentire molto negativamente. Ed è questo il motivo per il quale, e non desta sorpresa, vedono la liberalizzazione come una minaccia alla loro produzione nazionale ed alla sicurezza alimentare della popolazione" - ha aggiunto Hallam. Con la riduzione delle tariffe le derrate importate rappresentano una maggiore competizione per i prodotti locali e per i sistemi produttivi nazionali che contribuiscono in modo significativo alla disponibilità alimentare. Reddito ed occupazione rurale potrebbero risentirne pesantemente e non essere pronti a tener testa a questa sfida.

La sicurezza alimentare innanzitutto:

Secondo il rapporto, la maggior parte dei paesi concorda sulla necessità di raggiungere un accordo che possa portare ad un commercio agricolo meno distorto e fornire una via d’uscita alle difficoltà attuali. Questo accordo è particolarmente importante per i paesi in via di sviluppo che dipendono dall'esportazione dei prodotti agricoli per le proprie strategie di sviluppo e di riduzione della povertà. Ma, allo stesso tempo, c'è "ampio consenso che le regole del sistema commerciale internazionale dovrebbero tenere in considerazione le priorità dei paesi poveri per quanto riguarda lo sviluppo e la sicurezza alimentare".

La sicurezza alimentare sostenibile dipende dalla maggiore produttività della produzione alimentare locale, ed i paesi in via di sviluppo devono poter avere la flessibilità necessaria per creare le condizioni politiche che facilitino questo processo, continua il rapporto.

Serve flessibilità:

"È chiaro che sarà necessario consentire ai paesi una certa flessibilità nell’attuazione delle nuove regole commerciali. Dovranno anche essere aiutati, almeno nel breve termine, ad adattarsi alla nuova realtà commerciale creata dalla liberalizzazione degli scambi" - avverte Hallam, aggiungendo - "nel linguaggio dell’Organizzazione Mondiale del Commercio questi paesi necessitano di un trattamento speciale e differenziato".

Il rapporto chiede misure che consentano che i benefici potenziali derivanti dalla riforma del commercio siano condivisi da tutti e nel modo più equo possibile. "La FAO è impegnata ad assistere i paesi a migliorare la propria produttività e competitività" - ha detto Hallam. La FAO ha fornito e continua a fornire ai paesi in via di sviluppo consulenza sulle politiche e programmi di formazione per metterli in grado di difendere meglio i propri interessi nei negoziati commerciali.

Questo nuovo rapporto intende sensibilizzare e far riflettere sull’interesse che hanno i paesi in via di sviluppo nel Doha Round concentrando l'attenzione sulle questioni dell'accesso al mercato e delle misure necessarie per far sì che la riforma della politica commerciale contribuisca veramente alla riduzione della povertà e dell’insicurezza alimentare.

"Alla fine il solo metro reale per giudicare il successo dei negoziati multilaterali del commercio del WTO, sarà il loro contributo alla riduzione della fame e della povertà nel mondo".

FAO Foto: La fototeca della FAO offre immagini di alta qualità.

>> fonte originale: FAO Sala Stampa
un articolo di Pierre Antonios sotto Copyright © 2014 FAO - Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura

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