ADV MagazineBroadcasting e copyright: iFilm tira il freno sulla Viacom vs. Google?
Pagina stampata da ADV Magazine Newszine: l'articolo è stato pubblicato alle ore 13:19 del 21/03/2007
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Violazioni di copyright commesse dal broadcast iFilm che, se confermate, potrebbero mettere a rischio l'azione legale intentata da Viacom International Inc. contro YouTube. Gregory Gabriel (Kwikalaw LLP): "Problemi nel presentare il caso se Viacom non adotta le stesse misure richieste a YouTube".

Milano - iFilm, broadcast acquisito da MTV nell'Autunno del 2005, potrebbe influire negativamente sull' azione legale intentata da Viacom contro Google.

iFilm è stato uno dei siti che ha risentito maggiormente del traffico di rete "deviato senza autorizzazione" da YouTube. E' un broadcast che da solo gestisce il 15% del traffico video di Viacom. Come YouTube, anche iFilm permette l'upload di filmati e, come l'azienda di proprietà Google, è "sensibile" sul lato copyright... e fallibile? La domanda nasce da una ricerca "a tema" effettuata sulla chiave nba brawl. I risultati "assomigliano molto a quelli che si troverebbero su YouTube", scrive Eric Bangeman e "non è chiaro se e in che modo Viacom sia autorizzato a mandare on-line questi filmati".

Per avere chiarimenti, Eric Bangeman ha contattato Gregory Gabriel, noto avvocato esperto in copyright e diritti d'autore del Kinsella Weitzman Iser Kump & Aldisert LLP, il quale ha affermato che "se Viacom non è disposto a prendere con iFilm le stesse misure che desidera vengano imposte a YouTube, avrà difficoltà a presentare il suo caso al giudice chiamato a presiedere". E' la stessa motivazione alla base della denuncia Viacom ad essere in pericolo: "YouTube è una organizzazione for-profit che ha costruito un business sulla devozione dei fans verso lavori creativi estranei a Google, sua azienda proprietaria. Questo modello di business, che si basa sul generare traffico per vendere spazi pubblicitari su contenuti non autorizzati, è chiaramente illegale ed in conflitto sulle leggi in materia di copyright".

Senza questa ulteriore complicazione, la presentazione del caso è già difficile a causa di alcune normative estendibili ai fornitori di broadcasting. L'avvocato Gregory Gabriel è dello stesso parere di Alexander Macgillivray, consulente legale di Google in materia di copyright, che ricorda come esista "una legge disegnata appositamente per l'attività dei provider di servizi internet, tutelante nei confronti di materiale illegale scaricato a loro insaputa sui server". Da questo punto di vista, spiega Greg Gabriel, "YouTube sta già verificando i limiti del DMCA mentre Viacom stà chiedendo di dare luogo a procedere a qualcosa che la Legge non prevede".

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