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<lastBuildDate>Sat, 31 Jul 2010 05:23:33</lastBuildDate> 
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<title>ADV Magazine NewsZine</title> 
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<![CDATA[ EhiWeb e AVM: il primo workshop dedicato alla piattafroma BeSMS e al VoIP VivaVox
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<link>news.php?articolo=130</link> 
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<![CDATA[ [i]A Bologna il primo workshop dedicato ai servizi BeSMS e VoIP VivaVox: evento business oriented dedicato alle aziende che puntano all'innovazione digitale, ma anche l'occasione per discutere di nuove partnership e collaborazioni con una delle aziende IT tra le più accreditate sul mercato italiano[/i].<br /><br />[b]Roma[/b] - Il [url=selective]http://advmagazine.net/ehiweb.it/workshop.php&prfont;primo workshop dedicato alla piattaforma BeSMS e al VivaVox[/url] si terrà al [url=http://www.savoia.it/comeraggiungerci.htm]Savoia Hotel Regency[/url] di Bologna il 16 Maggio 2007 a partire dalle 15:00.<br /><br />[img=1]http://www.advmagazine.net/partners/ehinet.gif[/img]"[i]Le competenze che il workshop è in grado di trasmettere non si limitano alla teoria ma vanno ben oltre[/i]" - spiega Emiliano Visioli, Responsabile Business Partner per Ehiweb.it, divisione internet di [b]Ehinet S.r.l.[/b] - "[i]possono introdurre all’interno della propria attività una più ampia offerta alla propria clientela con l’aggiunta di due servizi molto richiesti, versatili e convenienti[/i]".<br /><br />[url=http://advmagazine.ehiweb.it/besms]BeSMS[/url] e [url=http://advmagazine.ehiweb.it/telefoniavoip/vivavox.php]VivaVox[/url] sono servizi dedicati tanto all'utenza privata che a quella aziendale. Per le [link]Piccole e Medie Imprese[/link] il [link]VoIP[/link] VivaVox (hardware AVM - Fritz!) e la piattaforma BeSMS (infrastruttura [url=http://www.ovus.it]Ovus[/url]) offrono elevate performance in grado di garantire un pacchetto di servizi ICT indispesabili per quelle attività che necessitano di mantenersi al passo con l'innovazione digitale.<br /><br />"[i]L'evento ha una chiara impronta business[/i]" - spiega Gilberto G. Di Maccio, Project & Product Manager Ehiweb.it - "[i]e non potrebbe essere altrimenti considerato il parco clienti servito da BeSMS e VivaVox sia a livello privato che aziendale[/i]", ma non per questo vuole essere vincolante e dedicato a gruppi selettivi di realtà imprenditoriali. Business per [link]Piccole e Medie Imprese[/link] e per lo small business in generale: nel kit di benvenuto è previsto uno sconto per il [url=http://advmagazine.ehiweb.it/telefoniavoip/fritz_wlan.php]Fritz 7140[/url] perché, continua Gilberto G. Di Maccio, "[i]è il modello VivaVox ideale per lo small business. Flessibile, competitivo ed adeguato ad un ampio ventaglio di esigenze lavorative[/i]". Il kit di benvenuto conterrà un pò di BeSMS (100 crediti SMS), un pò di VivaVox e di AVM (5 euro di traffico telefonico oltre allo sconto per il Fritz 7140) e gadget dedicati firmati Ehiweb.it e AVM.<br /><br />Il workshop ha due obiettivi prioritari: da una parte informare e formare nuovi e vecchi clienti sulle possibilità BeSMS e VivaVox, come anche i business partner di Ehiweb.it; dall'altra offre la possibilità di discutere e proporre nuove possibilità di partnership e collaborazioni. La relazione "[i]Partnership: scenari di business, domande e risposte[/i]" di Gilberto G. Di Maccio, chiuderà formalmente l'evento (17:30-18:00) ma aprirà le porte al momento in cui "[i]ci sarà la possibilità di prendere accordi di partnership e discutere come intraprendere un rapporto di collaborazione con Ehiweb.it[/i]" - riporta il comunicato stampa di Ehiweb.it. Così, continua il comunicato, "[i]il Workshop si propone quindi non solo come mezzo di informazione ma anche come un’opportunità di business che già molte aziende e privati hanno colto in diverse zone d’Italia[/i]".<br /><br />Un'occasione unica per conoscere o approfondire la conoscenza di due tra i servizi di punta di Ehiweb.it grazie alla partecipazione di relatori Ehinet e AVM di prim'ordine. Oltre a Gilberto G. Di Maccio saranno presenti: Luigi De Luca, Responsabile Comunicazione Ehiweb.it; Matteo Sgalaberni, Direttore Tecnico Ehiweb.it; Gianni Garita, AVM International Sales Manager; Giovanni Cristi, AVM Pre-Sales Engineer.<br /><br />Al termine dell'evento (18:00) una chiusura con aperitivo a bordo piscina e un momento tutto dedicato alle possibilità di partnership Ehiweb.it del cui ci è stato tassativamente proibito di scrivere! C'è [url=http://advmagazine.ehiweb.it/workshop.php]un unico modo[/url] per sapere di cosa si tratta.<br /><br />[b]Redazione[/b]
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<author>fonte: </author> 
<category>Advertisers and Marketers</category> 
<pubDate>Thu, 03 May 2007 19:32</pubDate> 
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<![CDATA[ Osservatorio Nazionale Sicurezza Informatica: il 70% delle  aziende a rischio intrusioni wireless
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<link>news.php?articolo=129</link> 
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<![CDATA[ [i]L'indagine dell'Osservatorio Nazionale per la Sicurezza Informatica sull'esposizione delle aziende al rischiointrusioni via wireless: hot spot wireless aperti e vulnerabili in diverse città italiane[/i].<br /><br />[b]Roma[/b] - L'Osservatorio Nazionale per la Sicurezza Informatica è un'organizzazione no profit promossa da [url=http://www.yarix.com]Yarix[/url] in collaborazione con altre aziende di settore. Periodicamente, l'Osservatorio monitorizza il livello di sicurezza di servizi e strumenti utilizzati da privati e [link]piccole e medie imprese[/link] nella quotidianità delle loro attività on-line.<br /><br />[img=1]http://www.advmagazine.net/aziende/yarix/yarix-logo.bmp[/img]Tra i diversi strumenti/servizi monitorati, l'Osservatorio include tutti quelli accomunabili sotto la voce [link]wireless[/link]. Privati, liberi professionisti, piccole e medie imprese, oggi sono sempre più "[i]wireless oriented[/i]". Alla base del successo del wireless c'è una tecnolgia di massa a basso costo e la disponibilità di hot spot gratuiti nei grandi centri abitati ma "[i]pochi tengono conto che le reti wireless se non correttamente configurate sono assai più vulnerabili del classico cavo[/i]" - riporta il comunicato di Alessandro Maola, [url=http://www.ippogrifogroup.com]L'Ippogrifo[/url] per Yarix.<br /><br />[enote]hot spot[/enote]"[i]Yarix insieme all'Osservatorio ha condotto un'indagine nelle principali città del veneto per scoprire quanti spot, ossia quante connessioni senza fili, sono aperti e utilizzabili da chiunque voglia agganciarsi[/i]" - continua il comunicato - "[i]Questa tecnica, usata anche dagli hacker, è detta Wardriving e consiste appunto nello scansionare con attrezzature di facile reperibilità spot wifi aperti. Gli spot aperti sono porte aperte sulle aziende o sui PC dei privati: permettono con estrema facilità di entrare nella rete e nei PC, di intercettare dati sensibili come le password dei conti bancari o i codici delle carte di credito[/i]".<br /><br />I risultati emersi sulla sicurezza degli hot spot non è rassicurante:<br />[ul][li]Treviso Centro Città 27 hot spot wireless completamente aperti e vulnerabili (1 è anche di una nota banca del centro città).[/li]<br />[li]Belluno 12 hot spot[/li]<br />[li]Venezia 32[/li] <br />[li]Vicenza 28[/li]<br />[li]Verona 26[/li][/ul] <br />Il 68% degli hot spot sono facilmente accessibili, "[i]Questa situazione è molto grave in quanto un eventuale hacker potrebbe utilizzare queste connessioni aperte per trafugare dati e mascherare la propria identità. Oppure potrebbe utilizzarli per compiere reati nei confronti di altri, utilizzando l’identità “rubata” dell’ignaro utente internet[/i]" – ha dichiarato Mirko Gatto dell’Osservatorio – "[i]Immaginiamo non solo cosa possa significare entrare liberamente nella rete di una banca, ma anche quali pericoli corrono gli ignari utenti: qualcuno potrebbe utilizzare il loro IP (la carta di identità di chi naviga su internet) per commettere reati, scambiare file illegali, commettere truffe. Qualcosa si è cercato di fare con il famoso decreto Pisanu Decreto Legge 27 luglio 2005, n.144 Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale, ma questo decreto riguarda solo gli enti pubblici che forniscono connettività ai propri clienti. Tutti gli altri devono fare da soli e fare pure in fretta[/i]".<br /><br />Il Decreto Legge n. 144 del 27 Luglio 2005 [url=selective:target]http://www.interno.it/legislazione/pages/pagina.php?idlegislazione=646&prfont;Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale[/url] è, per sua stessa definizione, limitato a quei punti caldi (telefonici e telematici) considerati più a rischio d'inficiare l'attività rivolta a contrastare attività di terrorismo. In particolare, l'art.6 [b]Nuove norme sui dati del traffico telefonico e telematico[/b] e l'art.7 [b]Integrazione  della disciplina amministrativa degli esercizi pubblici di telefonia e internet[/b] affrontano tematiche di sicurezza telematica sebbene limitatamente all'oggetto del decreto legge. Sebbene l'art. 6 specifichi come siano soggette ad archiviazione comunicazioni elettroniche accessibili al pubblico, e come i fornitori di una rete pubblica di comunicazioni debbano di fatto mantenere traccia di tutto il traffico in entrata ed uscita, tale direttiva è sia temporanea che limitativa:<br />[ul][li]Temporanea, in quanto il decreto ha validità fino al 31 Dicembre 2007, sospendendo di fatto le disposizioni di legge "[i]...di regolamento o dell'autorita' amministrativa che  prescrivono  o consentono la cancellazione dei dati del traffico telefonico o telematico, anche se non soggetti a fatturazione, e gli stessi,   esclusi   comunque i contenuti delle  comunicazioni  e limitatamente  alle  informazioni  che consentono  la tracciabilita' degli  accessi  e  dei  servizi...[/i]".[/li]<br />[li]Limitativa, perché "[i]i dati del traffico conservati oltre  i  limiti previsti  dall'articolo 132 del decreto legislativo 30 giugno  2003, n. 196, possono essere utilizzati esclusivamente per le  finalita'  del  presente decreto,  salvo l'esercizio dell'azione penale per i reati comunque perseguibili[/i]".[/li][/ul]<br />Fino al 31 Dicembre 2007 la direttiva imponga a chiunque intenda aprire un esercizio pubblico/privato "[i]...la cui esclusiva o prevalente attivita' consista nel mettere   a  disposizione  del  pubblico, dei  clienti  o  dei  soci apparecchi   terminali utilizzabili  per  le comunicazioni,  anche telematiche,  oppure  in  cui siano installati piu' di tre apparecchi terminali...[/i]" di richiedere licenza al questore, e quindi non solo nel caso "[i]... di  sola  installazione  di telefoni pubblici a pagamento, abilitati esclusivamente alla telefonia vocale...[/i]". Ottenuta licenza, il gestore del servizio è tenuto a monitorare e ad archiviare ogni informazioni utile sull'utente che utilizza la piattaforma teconologica. La monitorizzazione del traffico riguarda sia le operazioni dell'utente che "[i]...le misure di preventiva acquisizione   di  dati  anagrafici  riportati  su  un  documento  di identita' dei  soggetti  che utilizzano  postazioni  pubbliche  non vigilate  per comunicazioni  telematiche  ovvero punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili...[/i]".<br /><br />[u]Per maggiori informazioni:[/u]<br /><br />[b]Ufficio stampa L'Ippogrifo[/b]<br />[b]Tel.:[/b] 040/761404<br />[b]web:[/b] [url=http://www.ippogrifogroup.com]ippogrifogroup.com[/url]<br />[b]e-mail:[/b] [url=selective]mailto:info@ippogrifogroup.com&prfont;info@ippogrifogroup.com[/url]<br />[b]rif.:[/b] [url=http://www.alessandromaola.it]Alessandro Maola[/url]<br /><br />[b]Redazione[/b]
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<author>fonte: </author> 
<category>Advertisers and Marketers</category> 
<pubDate>Wed, 02 May 2007 13:52</pubDate> 
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<![CDATA[ Baidu Broadcasting: la minaccia di un monopolio IPTv?
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<link>news.php?articolo=128</link> 
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<![CDATA[ [i]Baidu investe nell'Internet Video Frequency Open Protocol ed è subito accusa: "minaccia di monopolizzare il mercato della ricerca video". Baidu si difende: "nessuna penalizzazione per chi non intende seguire l'Open Protocol"[/i].<br /><br />[b]Bangkok (Thailandia)[/b] - La strategia di [link]Baidu[/link] che punta sulla ricerca video crea problemi alle aziende concorrenti del settore. "[i]Baidu sta monopolizzando il mercato della ricerca video[/i]" - l'accusa degli analisti di mercato. A rivelarlo è ChinaTechNews.com, in [url=http://www.chinatechnews.com/2007/04/09/5229-baidu-accused-of-monopolization-with-new-video-open-protocol]un articolo[/url] in cui si presenta l'Internet Video Frequency Open Protocol come il mezzo ideale per soddisfare i criteri di ricerca di motori come Baidu.<br /><br />[img=1]http://www.advmagazine.net/newszine/news-images/baidu.gif[/img]Perché un video possa soddisfare i criteri d'inclusione in Baidu, questo deve essere presentato attraverso un protocollo XML che a detta di competitori, webmaster e analisti risulterebbe a tutto vantaggio di Baidu. Una minaccia di monopolizzazione del mercato rifiutata da Xu Jiye, marketer di Baidu: "[i]Lo standard proposto è solo una raccomandazione per stimolare l'industria di settore a convergere verso schemi che facilitino l'indicizzazione delle risorse. Non c'è nessuna costrizione verso i proprietari di siti web e nessuna penalizzazione verso chi non voglia seguire l'Open Protocol[/i]".<br /><br />"[i]Si tratta di una proposta di standard che non è ancora diventata uno standard[/i]" - specificano dal Marketing di Baidu - "[i]La reazione è spropositata e ingiustificata ed arriva a coinvolgere analisti che speculano sulle paure dei webmaster convinti che l'Open Protocol creerà più problemi di adeguamento per una corretta indicizzazione che vantaggi[/i]". La necessità di migliorare le prestazioni del motore di ricerca nell'organizzazione dei risultati delle risorse video è conseguente alle richieste di un mercato in cui "[i]il broadcasting gioca un ruolo fondamentale nella comunicazione aziendale[/i]". L'Open Protocol sull'[link]IPTv[/link] è la risposta a questa necessità "[i]ma non vincola o vuole penalizzare in alcun modo il fornitore della risorsa multimediale[/i]".<br /><br />Baidu domina il mercato della ricerca on-line cinese. Il 70% delle query di ricerca sono dirette ai suoi algoritmi di ricerca. "[i]Se il nuovo protocollo di Baidu mi permette di entrare in contatto con centinaia di migliaia di utenti che utilizzano il motore con maggiore facilità perché non dovrei utilizzarlo?[/i]" - si chiede Eric Shimoda, consulente esterno in nuove tecnologie per piccole e medie imprese - "[i]Parlare di monopolio di mercato quando non esiste competizione è scorretto e coinvolge interessi che poco hanno a che vedere con nuovi standard d'indicizzazione[/i]". La stessa definizione di standard è messa in discussione: "[i]Come si può definire uno standard qualcosa che pochissime aziende utilizzano?[/i]", si domandano i lettori in risposta alla notizia pubblicata su diversi siti e blog di settore, a partire da ChinaTechNews.com.<br /><br />"[i]Nel Marzo del 2005[/i]" - continua Shimoda - "[i]Corante scriveva come il governo cinese si opponesse fermamente alla monopolizzazione di Internet da parte di Paesi come gli Stati Uniti. Un'opposizione diretta contro qualsiasi forma di controllo dei new media. E' facile rigirare queste parole contro la politica di Baidu. Alcuni accomunano la strategia di Baidu a quella di Google. In entrambi i casi però si deve parlare di monopolizzazione o di mancanza di concorrenza? Se in Cina non è Baidu a coprire le richieste degli utenti chi lo fa?[/i]". Riferendosi al [url=http://goingglobal.corante.com/archives/2005/03/06/china_wants_control_of_the_internet.php]post di Corante[/url], è interessante segnalare il commento di [url=http://www.china-ready.com]Paul Denninger[/url]: "[i]The headline on this article is too simplistic; it should say 'China Wants Full Participation In Drawing Up Internet Standards'[/i]". Vale a dire: "[i]L'headline di questo articolo è troppo semplicistico. Bisognerebbe dire che la Cina desidera essere parte integrante nell'elaborazione degli standard di Internet[/i]".<br /><br />Gli oppositori dell'Open Protocol di Baidu affermano che il motore di ricerca, volente o meno, imporrà a breve i propri standard ai siti web che desiderano l'indicizzazione delle loro risorse multimediali. "[i]Quando il maggiore motore di ricerca cinese lancia un nuovo protocollo è logico supporre che questo diventerà uno standard a cui si dovranno adeguare tutti[/i]" - afferma Eric Shimoda - "[i]Se questo significa monopolizzare il mercato con una proposta in grado di migliorare le performance delle risorse multimediali indicizzate su Baidu, allora si tratta di monopolizzazione. Ma da parte di un'azienda o del governo?[/i]". In Cina, Internet nasce per le aziende. La maggior parte dei siti web attivi sono corporativi, "[i]Io la vedo così[/i]" - conclude Eric Shimoda - "[i]Semplicisticamente, Baidu presenta le aziende al pubblico sotto il costante controllo di Pechino, la cui priorità rimane il coinvolgimento delle centinaia di migliaia di aziende che ancora non sono entrate in Internet[/i]".<br /><br />[b]Redazione[/b]
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<author>fonte: </author> 
<category>Advertisers and Marketers</category> 
<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 18:26</pubDate> 
<guid>news.php?articolo=128</guid> 
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<![CDATA[ Quinto potere: strategie e idee It per le campagne elettorali
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<link>news.php?articolo=127</link> 
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<![CDATA[ [i]Dalla Francia all'Italia, dalle presidenziali 2007 alle amministrative, il Quinto Potere inzia ad influenzare le strategie delle campagne elettorali. Blogging e broadcasting per campagne in grado di coinvolgere l'elettorato[/i].<br /><br />[b]Roma[/b] - Conlcuso il [url=selective:target]http://www.advmagazine.net/newszine/news.php?articolo=117&prfont;primo raduno del Quinto Potere[/url], organizzato da [url=http://www.agoravox.fr]AgoraVox[/url] a Saint-Denis, continua la corsa alle presidenziali francesi del 2007. Internet è di fatto entrata nelle strategie politiche dei partiti alla ricerca di consenso ed elettori, ma anche di confronto critico con singoli progetti elettorali.<br /><br />[img=1]http://www.advmagazine.net/newszine/news-images/agoravox.gif[/img]E' quanto emerge dall'evento di Saint-Denis organizzato da AgoraVox, leader europeo di giornalismo cittadino, e dall'opera collettiva [url=selective:target]http://www.agoravox.fr/article.php3?id_article=20942&prfont;Présidentielle 2007 : l’irruption des internautes dans la campagne[/url]. Su internet ci sono migliaia, centinaia di migliaia di appassionati e militanti che seguono la politica, così "[i]AgoraVox diventa un termometro con cui valutare ciò che pensa la gente, come si rapporta alla politica, attraverso commenti e le risposte ai sondaggi[/i]" - spiega Carlo Revelli, co-fondatore del media cittadino. Un barometro politico in cui è possibile valutare la forza di un'idea attraverso la risposta ottenuta dall'articolo che la presenta, dal video che la promuove, dal podcast che la divulga.<br /><br />Una delle accuse mosse al giornalismo cittadino, e sottolineata a più riprese durante l'evento di Saint-Denis, è che esperienze come AgoraVox devono il loro successo alla loro strategia di discretito contro i media tradizionali. Una strategia che punta a raccogliere proseliti spingendo su luoghi comuni quali "[i]informazione deviata[/i]", "[i]informazione guidata[/i]", "[i]informazione politicizzata[/i]". "[i]E' soprendente[/i]" - [url=selective:target]http://www.agoravox.fr/article.php3?id_article=21347&prfont;scrive Paul Villach[/url] nel suo commento sulla giornata del 24 Marzo - "[i]come tutto questo sia anche la causa della caduta della teoria promozionale dell'informazione[/i]", di quel modo di fare e proporre informazione "[i]alterata[/i]" a beneficio di idee politiche ben definite.<br /><br />Internet cambia le carte in tavola. Lo fa in modo sottile, non invasivo. Non si contrappone di forza alle strategie consolidate dei partiti, ma invita questi a prendere coscienza del fatto che oggi le nuove teconologie permettono sempre a più persone di far ascoltare la propria voce, diventando a loro volta promotori d'idee per un seguito più o meno numeroso. La politica si sta adattando a questo nuovo modo di relazionarsi con la propria piattaforma elettorale, che non può più essere considerata come semplice "[i]destinatario di un messaggio[/i]" ma che ne è a sua volta "[i]portatore[/i]", "[i]divulgatore[/i]" e "[i]critico[/i]". C'è una differenza sostanziale tra il Quinto Potere e il Quarto: si è in presenza di un'organizzazione "[i]orizzontale[/i]" non più piramidale e verticalizzata. La voce della gente che parla attraverso i blog dei politici, gli articoli moderati su progetti di giornalismo cittadino, il broadcasting di esperienze vissute, si contrappone al messaggio unidirezionale che punta sulla passività dell'ascoltatore la cui unica reazione può essere quella della "[i]decisione del voto[/i]" o della "[i]manifestazione collettiva[/i]".<br /><br />I blog dei partiti e dei politici arrivano anche in Italia. Sono utilizzati per testare programmi, idee, progetti prima di proporli ufficialmente. La politica fa i suoi esperimenti cavalcando l'onda di esperienze multimediali come [link]Second Life[/link], ampliando la propria rete di relazioni con piattaforme di social network come [url=http://www.linkedin.com]Linkedin[/url] ma, come in Francia, non è pronta ad un relazionamento totale con la piattaforma elettorale. C'è paura, interesse, consapevolezza del nuovo potere socializzante rappresentato dall'Internet, c'è voglia di mettersi in gioco ma entro limiti ben definiti che escludono proprio la base portante del Quinto Potere: il relazionamento con gli interessi, i gusti, le esigenze, i timori e le paure del proprio elettorato attraverso una comunicazione capace di proporre un'immagine più reale e vicina al vissuto quotidiano della persona ancora definita come "[i]singolo voto da conquistare[/i]".<br /><br />Fabrizio Pivari scrive di [url=http://www.pivari.com/briciole/2007/03/politica-e-video.html]viralità di un messaggio politico[/url], ossia della capacità di un partito o di un politico di coinvolgere il potenziale elettore in un'esperienza capace di far diventare quest'ultimo nuovo "[i]veicolo del messaggio promozionale[/i]" verso altri. Si stanno muovendo i primi passi verso questa direzione, scrive Fabrizio Pivari, ma il potenziale virale di un messaggio politico "[i]non viene ancora sfruttato come veicolo pubblicitario ma come veicolo di satira[/i]". Il quadro che ne emerge è quello di una politica che si propone in "[i]modalità old style[/i]" attraverso strumenti "[i]controllabili come cartelloni in spazi previsti, interventi televisivi per tempi predeterminati[/i]", spiega Fabrizio Pivari oltre il contesto del suo post. Oppure di una politica che "[i]cerca di bypassare queste limitazioni con interventi che non vengono percepiti come pubblicitari[/i]", con riferimento alla "[i]satira, vignette, articoli, etc.[/i]".<br /><br />"[i]Ma alle prossime elezioni chi controllerà internet? Troppi blog di destra? Troppi articoli di sinistra?[/i]" - si chiede Fabrizio Pivari - "[i]Ovviamente ci si darà forte battaglia in questo campo incontrollabile[/i]"...<br /><br />[b]Redazione[/b]
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<author>fonte: </author> 
<category>Advertisers and Marketers</category> 
<pubDate>Wed, 04 Apr 2007 18:40</pubDate> 
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<![CDATA[ L'Intercontinental Rally Challenge apre le porte al web
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<link>news.php?articolo=126</link> 
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<![CDATA[ [i]Il campionato dell'Intercontinental Rally Challenge in "diretta" sul web per tutti gli amanti del Rally. Nweb firma design, CMS e piattaforma per la gestione della newsletter per mantenere sempre aggiornati gli appassionati delle IRC Series sui 9 rounds previsti per il 2007. Sul sito, risultati e curiositò sul primo round IRC: Safari Rally Kenia[/i].<br /><br />[b]Milano[/b] - L'[url=http://www.rally-irc.com]Intercontinental Rally Challenge[/url] arriva sul web forte di una piattaforma IT fimata [url=http://www.nweb.it]Nweb[/url]. Sul sito, spiega Elisa Scarso per l'Ufficio Stampa NWeb, "[i][...] tutti gli amanti del Rally potranno trovare le ultime notizie, il calendario, i punteggi ei risultati delle gare [...][/i]". Il sito dell'IRC offre anche la possibilità di "[i]scaricare foto in alta risoluzione[/i]" del campionato.<br /><br />[img=1]http://www.advmagazine.net/newszine/news-images/rally-irc.jpg[/img]Dal comunicato stampa emerge l'entusiasmo di Jacques Behar, presidente KSO (gruppo già organizzatore del Mondiale Turismo WTCC) e promotore dell'IRC, che sottolinea l'ottima resa del lavoro sia in termini di design che di dinamismo cliente/utente. Il sito dell'IRC poggia su un CMS Nweb ed è integrato con [url=http://www.mailup.it]Mailup[/url], piattaforma per la gestione e l'invio di newsletter professionali. "[i]New Rally, new generation[/i]" è il claim che accompagna gli eventi IRC nel mondo e di cui rally-irc.com ne diventa il testimonial ufficiale su Internet.<br /><br />On line da metà Marzo, il portale dell'IRC, apre ad Internet il "[i]respiro del rally[/i]", per tutti gli appassionati e per chi grazie al sito scoprirà le emozioni dell'Intercontinental Rally Challenge.<br /><br />[b]IRC Series 2007[/b] »<br />[tab]<br />Le "[i]IRC Series[/i]" sono organizzate in 9 Round distribuiti sul continente euro-asiatico e su quello africano.<br /><br />[grigio]9-11/03[/grigio]<br /> [url=http://www.motorsportkenya.com/kcbsafarirally07.htm]SAFARI RALLY KENYA[/url]<br /> terra<br /> [img=1]http://www.advmagazine.net/images/allegato.gif[/img][url=http://www.ircseries.com/html/Results.asp]risultati[/url]<br /> <br />11-12/05<br /> [url=http://www.fiatrally.com]RALLY OF TURKEY[/url]<br /> terra<br /> <br />22-23/06<br /> [url=http://www.ypresrally.com]BELGIUM YPRES WESTHOEK RALLY[/url]<br /> asfalto<br /> <br />13-14/07<br /> [b]RALLY OF RUSSIA[/b] <br /> terra<br /> <br />2-4/08<br /> [url=http://www.ralivm.com]RALLYE VINHO DA MADEIRA[/url]<br /> asfalto<br /> <br />24-26/08<br /> [url=http://www.barum.rally.cz]BARUM RALLY ZLIN[/url]<br /> asfalto<br /> <br />27-29/09<br /> [url=http://www.acisanremo.it]SAN REMO RALLY[/url]<br /> asfalto<br /> <br />25-27/10<br /> [url=http://www.riv.ch]RALLY DU VALAIS[/url]<br /> asfalto<br /> <br />23-25/11<br /> [b]CHINA RALLY[/b]<br /> terra[/tab]<br />[url=selective:target]http://www.youtube.com/watch?v=1TihYP7djQU&prfont;Quello che segue è un tributo[/url] "[i]amatoriale[/i]" al Rally. L'autore è un appassionato [url=http://www.lancia.it]Lancia[/url] (da cui il titolo "[i]Lancia Rallying - Tribute[/i]"). Il video risponde alla domanda "[i]che emozioni darà mai un Rally[/i]"? Buona visione.<br /><br />[flash]<embed src="http://www.youtube.com/v/1TihYP7djQU" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"></embed>[/flash]<br /><br />[u]Per maggiori informazioni:[/u]<br /><br />NWEB SRL - UFFICIO STAMPA<br />[b]Elisa Scarso[/b]<br />Via Melchiorre Gioia 72<br />20125 Milano<br />[b]Tel.:[/b] 02-71040485<br />[b]Fax:[/b] 02-99985606<br />[b]e-mail:[/b] [url=selective]mailto:press@nweb.it&prfont;press@nweb.it[/url]<br /><br />oppure [url=selective]mailto:media@ircseries.com&prfont;media@ircseries.com[/url] per contattare direttamente l'Ufficio Stampa IRC.<br /><br />[b]Redazione[/b]
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<author>fonte: </author> 
<category>Advertisers and Marketers</category> 
<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 19:44</pubDate> 
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<![CDATA[ Se la creatività non passa: Creatives are bad!
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<link>news.php?articolo=125</link> 
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<![CDATA[ [i]Secondo appuntamento per l'evento "Creatives are bad!" sulle pubblicità mai realizzata dalle agenzie di comunicazione d'Italia. Quando la creatività è bloccata da politiche commerciali, interessi o dalla semplice sfiducia verso l'impatto del format scelto. "Creatives are bad!" è un evento mostra per discutere, riflettere e capire quali concept, studi e aspettative siano dietro lavori a volte "scarati" troppo precipitosamente[/i].<br /><br />[b]Roma[/b] - [link]Creatives are Bad![/link], anno II. L'evento-mostra delle pubblicità mai realizzate, organizzato da [url=http://www.mtncompany.com]MTN Company[/url] in collaborazione con [url=http://www.comunitazione.it]Comunitàzione[/url], ritorna coinvolgendo le agenzie di comunicazione di tutta Italia. L'anno scorso, la "[i]pubblicità cattiva[/i]" [url=http://2006.creativesarebad.com]aveva coinvolto[/url] i creativi della [link]Campania[/link] ottenendo un'eco internazionale. L'ottima risposta ottenuta dalle agenzie e l'eco dato all'evento dall'informazione di settore, "[i]conferma l'interesse verso la velocità con cui oggi cambia il modo di comunicare[/i]" - spiega Luca Oliverio, Brand manager di Comunitàzione - "[i]e verso tutte quelle nuove idee che un'azienda ha a disposizione per coinvolgere il Cliente[/i]".<br /><br />[img=1]http://www.advmagazine.net/newszine/news-images/creativesarebad.jpg[/img] "[i]Con la passata edizione abbiamo voluto verificare sul campo l'interesse verso la ricerca e la proposta di nuovi modelli comunicativi ideati dalle agenzie per le aziende[/i]" - continua Luca Oliverio - "[i]Attraverso il claim 'le pubblicità mai realizzate' era nostra intenzione sottolineare come non sempre un'azienda committente sia recettiva verso la creatività che si esprime in forme di comunicazione non-convenzionale, ossia in quel modo di comunicare pensato e proposto per garantire una maggiore penetrazione nel mercato di riferimento[/i]". La prima edizione è stata una "[i]scommessa vinta[/i]" cui hanno fatto seguito numerose richieste di collaborazione da parte delle agenzie di comunicazione per "[i]costruire[/i]" una seconda edizione ad ampio respiro, non vincolata da "[i]confini locali[/i]".<br /><br />"[i]La prima edizione ha dimostrato come sia impensabile etichettare come 'evento locale' una mostra sulla creatività e la pubblicità[/i]" - afferma Luca Oliverio, spiegando come "[i]Creatives are Bad![/i]" fosse stato progettato per essere un evento svincolabile da semplicistiche etichette di "[i]località[/i]". "[i]Con MTN Company ne eravamo consapevoli ma avevamo bisogno di riscontri oggettivi[/i]", spiega Luca Oliverio. Occorreva dimostrare con i fatti come "[i]creatività[/i]" e "[i]ricerca di una comunicazione efficace[/i]" fossero argomenti d'interesse attuale ed oggettivo sia per i creativi delle agenzie che per le aziende committenti. La prima edizione di "[i]Creatives are bad![/i]" chiedeva alle agenzie: quante volte un'azienda ha rifiutato i tuoi lavori considerandoli "[i]probabilmente efficaci ma troppo sopra le righe[/i]"? La risposta è stata totale e coinvolgente.<br /><br />"[i]Creatives are bad![/i]" propone la pubblicità dal punto di vista dei creativi delle agenzie di comunicazione. Perché:<br />[ul][li]ogni lavoro rifiutato è frutto di un'attenta ricerca di mercato, di analisi e della messa in opera d'idee... e di passione;[/li]<br />[li]su ogni lavoro l'ultima parola spetta all'azienda committente, che valuta l'efficacia del messaggio in base a priorità stabilite sulla propria lettura e visione del mercato;[/li]<br />[li]dietro un rifiuto c'è sempre un problema di "[i]cultura di comunicazione[/i]" e di "[i]cultura progettuale[/i]" di cui sono responsabili tanto le agenzie di comunicazione quanto le aziende committenti.[/ul]Tutte le pubblicità che saranno esposte nell'evento-mostra in programma a [link]Salerno[/link] dal 9 al 15 Luglio 2007 sono stati rifiutati (a torto o a ragione) sulla falsa riga di motivazioni tipo: "[i]Troppo spinta[/i]", "[i]la gente non la capirà[/i]", "[i]mmm... non mi convince[/i]", "[i]poco originale[/i]", "[i]troppo originale[/i]".<br /><br />L'evento è [url=selective]http://www.creativesarebad.com/articoli/getfile.php?id=98&prfont;aperto alle agenzie di comunicazione[/url] di tutta Italia e [url=selective]http://www.creativesarebad.com/articoli/details.php?home=1&IdCat=news&tit=83&prfont;si propone[/url] come momento "[i]per riflettere e confrontarsi su problematiche comuni e per interrogarsi sui perché celati dietro ogni rifiuto rifilato dai clienti. Mettere in risalto, quindi, le problematiche legate alla cultura in comunicazione dei propri interlocutori, al modo in cui i creativi comunicano con loro, all’effettivo livello qualitativo delle proposte, alla cultura progettuale di ogni agenzia o studio di progettazione[/i]". Quest anno si dà spazio all'adv classico "[i]come la progettazione grafica per la comunicazione visiva[/i]", concorsi, progettazione di identità visiva, infodesign, manifesti, "[i]e gli spot tv[/i]" che oggi godono di un ulteriore spazio comunicativo, quello offerto da [link]broadcast[/link] come [link]YouTube[/link]: piattaforme di veicolazione che i Media, gioco forza, non possono più ignorare al momento di pianificare la messa in onda di un messaggio pubblicitario.<br /><br />[b]Alessandro Mirri[/b]
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<author>fonte: </author> 
<category>Advertisers and Marketers</category> 
<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 14:27</pubDate> 
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<![CDATA[ ''Life'' cede al broadcasting: chiude la pubblicazione su carta e archivio completo via web
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<link>news.php?articolo=124</link> 
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<![CDATA[ [i]Da rivisita, a inserto settimanale, alla chiusura definitiva. Time Warner decide per chisura di Life, storico magazine fotografico dedicato alla descrizione fotografica di eventi e fatti nel mondo. Resta il format on-line[/i].<br /><br />[b]Roma[/b] - L'annuncio di [link]Time Warner[/link]: "Dall'Ottobre 2004 il Mercato ci aveva imposto d'interrompere la pubblicazione della rivista, trasformandola in un supplemento settimanale[/i]", [url=http://www.timewarner.com/corp/newsroom/pr/0,20812,1602884,00.html]spiega[/url] Ann More, CEO [url=http://www.timewarner.com/corp/businesses/detail/time_inc/index.html]Time Inc.[/url], sottolineando come è lo stesso Mercato a definire il futuro di progetti come [url=http://www.life.com]Life[/url]. Lo stesso Mercato che oggi impone la declinazione del [link]brand[/link] Life "[i]su piattaforma digitale[/i]".<br /><br />[img=1]http://www.advmagazine.net/newszine/news-images/life.jpg[/img]Life cade "[i]sotto i colpi[/i]" di un Mercato dell'informazione sempre più digitalizzato e influenzato dalla diffusione massiva di [link]broadcast[/link] e [link]social network[/link], che definiscono nuovi standard di produzione, commercializzazione, diffusione e condivisione d'immagini e video. L'unico modo per far "[i]sopravvivere[/i]" il progetto Life, è quello di declinarlo in un broadcast digitale, afferma Time Warner, "[i]pianificando il lancio di un portale in cui sia possibile la consultazione dell'intera collezione di 10 milioni d'immagini[/i]". Nei piani di "[i]re-editing[/i]" del concept Life è prevista solo una pubblicazione cartacea: "[i]cover books periodici in cui saranno proposte grande firme per grandi fotografie[/i]", promossi attraverso piattaforme dedicate come la [url=http://www.nytimes.com/pages/books/bestseller/index.html]Books - BestSeller di The New York Times[/url] e commercializzati via [link]Amazon[/link].<br /><br />Life rientra in quell' [url=selective:target]http://www.advmagazine.net/newszine/news.php?articolo=104&prfont;esodo[/url] della carta stampata verso l'Internet che recentemente ha coinvolto [url=http://www.tnr.com]The New Republic[/url] e che ha come illustre "[i]promoter[/i]" uno dei primi quotidiani al mondo, [url=http://www.nytimes.com]The New York Times[/url]. Se i due quotidiani cedono il passo all'informazione on-line, scegliendo di dare priorità alle nuove tecnologie, Life "[i]abbandona la carta stampata[/i]" a causa del fenomeno [link]broadcasting[/link]. "[i]Quando tutti diventano fotografi ed hanno la possibilità di condividere le loro esperienze artistiche in rete[/i]" - riporta una nota Time Inc. - "[i]oppure condividono foto professionali, significa che una pubblicazione come Life ha fatto il suo tempo su carta[/i]". L'uscita dell'ultimo numero su carta di Life è prevista il 20 Aprile 2007, poi l'archivio Life sarà riproposto integralmente sul web per gli appassionati della Storia "[i]raccontata attraverso le immagini[/i]".<br /><br />[b]Redazione[/b]
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<author>fonte: </author> 
<category>Advertisers and Marketers</category> 
<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 15:02</pubDate> 
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<![CDATA[ Jubii, la comunicazione sociale firmata Lycos Europe
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<link>news.php?articolo=123</link> 
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<![CDATA[ [i]Già attiva neli USA, la piattaforma di comunicazione sociale web 2.0 di Lycos Europe da Aprile disponibile anche in Europa nelle versioni adattate per Italia, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Spagna e Regno Unito. Aperte le iscrizioni su Jubii.it[/i]. <br /><br />[b]Milano[/b] - [url=http://www.jubii.com]Jubii[/url] è una piattaforma di comunicazione sociale, un [link]social network[/link] in cui gli utenti possono condividere, caricare e classificare "[i]e-mail, file, foto e video senza alcun tipo di cambiamento nell’utilizzo del proprio pc[/i]" - riporta il comunicato di [url=http://www.corticelli.it]Corticelli Comunicazione[/url], Ufficio stampa [link]Lycos Europe[/link] per l'Italia.<br /><br />[img=1]http://www.advmagazine.net/newszine/news-images/jubii.jpg[/img] Jubii, piattaforma già attiva negli USA, riunisce diverse possibilità in un'unica solizione di comunicazione sociale. "[i][...] dalla comunicazione alla gestione di foto e video con amici, alla classificazione di importanti documenti [...][/i]", Jubii può essere utilizzato anche solo "[i]per ascoltare musica[/i]". La piattaforma permette agli utenti di comunicare in modo indipendente "[i][...] da qualsiasi sistema di software con l’aiuto di un’applicazione già registrata all’interno del sistema di Jubii[/i]", spiega il comunicato di Corticelli attraverso le parole di Jan Wergin, vice presidente esecutivo di Jubii Ltd: "[i]Con Jubii vogliamo realizzare una forma di accesso ai servizi di comunicazione on-line  che sia senza legami, semplice ed uniforme. Jubii pone l’accento sulle persone, ancor prima della tecnologia, permettendo agli utenti un servizio personale e diretto per tenersi in contatto con amici, parenti, oppure per costruire relazioni e dividere esperienze con le persone più care e nelle quali si confida[/i]".<br /><br />Un social network in cui le relazioni vengono stabilite e classificate in base "[i][...] al grado di amicizia o parentela dell’utente a cui ci si relaziona[/i]". Così se in diverse piattaforme il relazionamento tra gli utenti è vincolato dall'essere linkati da un singolo, link che permette all'utente "[i]accolto[/i]" di poter condividere la "[i]cerchia di contatti[/i]" di un altro utente, in Jubii il relazionamento viene classificato in base a priorità personali. Jubii però non si ferma ad una declinazione di priorità e contatti, ma si presenta come un pacchetto di servizi gratuito che impedisce di categorizzare la piattaforma come una "[i]semplice comunicazione sociale[/i]". Alcuni dei servizi proposti, incluso lo spazio standard garantito, permettono di estendere il confronto ad altri importanti player di settore. Se si considera che Jubii offre: un minimo di 4Gbyte di spazio garanatito; e-mail sms, chat e telefonia; caricamento e condivisione di file e documenti; definizione di priorità e indicizzazione; gestione dei contatti e sistema di filtraggio mediante l'uso della [link]firma digitale[/link]...<br /><br />Da Aprile, Jubii sarà attivo anche in Europa. In Italia è già possibile iscriversi su [url=http://www.jubii.it]Jubii.it[/url]. La versione italiana in beta propone una panoramica completa e intuitiva dei servizi che saranno disponibili dal prossimo mese. <br /> <br />[u]Per ulteriori informazioni contattare:[/u]<br /><br />[b]Ufficio stampa LYCOS Europe (Italia)[/b]<br />Corticelli Comunicazione<br />[url=selective]mailto:info@corticelli.it&prfont;info@corticelli.it[/url]<br />[url=http://www.corticelli.it]www.corticelli.it[/url]<br /><br />[b]Redazione[/b]
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<author>fonte: </author> 
<category>Advertisers and Marketers</category> 
<pubDate>Tue, 27 Mar 2007 18:34</pubDate> 
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<![CDATA[ e-financePress: comunicazione finanziaria per creare valore aggiunto alle aziende
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<link>news.php?articolo=122</link> 
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<![CDATA[ [i]Nasce il primo blog italiano dedicato alle Investor Relations e alla comunicazione corporate per una comunicazione finanziaria capace di relazionarsi con il lettore e creare valore aggiunto alle aziende. Simonetta Norscia, Project leader e-fP: "vogliamo favorire l’adozione di una strategia aziendale che veda le investor relations come strumento per la creazione di valore, attraverso uno spazio dove dar voce a tutte quelle informazioni economico finanziarie, ma anche a carattere corporate istituzionale, non limitate alla mera informativa formale"[/i].<br /><br />[b]Roma[/b] - [url=http://efinancepress.blogspot.com]e-financePress[/url] è un [link]blog[/link] pensato per proporre una [link]comunicazione[/link] finanziaria più diretta e accessibile. "[i]Fino ad alcuni anni fa la comunicazione finanziaria da parte delle aziende si limitava al bilancio d’esercizio ed immaginare una comunicazione finanziaria rivolta ad un pubblico esterno all’azienda sembrava impossibile[/i]" - spiega [url=http://www.norscia.com]Simonetta Norscia[/url], project leader di e-fP - "[i]vi erano molti punti coperti dalla segretezza e molti altri resi lacunosi da un vuoto legislativo che faceva del bilancio un documento spesso privo delle necessarie doti informative[/i]".<br /><br />[img=1]http://www.advmagazine.net/newszine/news-images/euro.gif[/img]"[i]Poi le cose sono cambiate[/i]" - continua Simonetta Norscia - "[i]i mercati sono diventati globali, lo sviluppo delle imprese è dipeso sempre più dallo sviluppo del mercato finanziario e si è avvertita l’esigenza di allineare l’informativa finanziaria delle imprese italiane agli standard internazionali[/i]". Da qui la sfida di e-financePress, progetto dedicato ad una comunicazione finanziaria in grado di creare valore aggiunto all'azienda, proponendosi in forma "[i]leggibile[/i]" tanto agli investitori quanto ai lettori in generale.<br /><br />"[i][...] in Italia, a differenza di quanto avviene nel mondo anglosassone, stenta ancora ad affermarsi pienamente come un valore intangibile dell’impresa ed un dovere verso il pubblico interno ed esterno[/i]" - sottolinea Simonetta Norscia - "[i] e-financePress vuole perciò offrire a tutte le imprese uno spazio dove dare voce a tutte quelle informazioni economico finanziarie, ma anche a carattere corporate istituzionale, per favorire l’adozione di una strategia aziendale che utilizzi le investor relations come strumento per la creazione di valore, non limitandosi alla mera informativa formale che le norme impongono[/i]".<br /><br />"[i]L'obiettivo che le imprese dovrebbero perseguire[/i]" - dice Simonetta Norscia - "[i]è quello di proporre un contenitore da cui reperire tutte le loro notizie, categorizzate grazie all’uso delle etichette, per renderle facilmente reperibili anche al grande pubblico[/i]". Con e-fP, le investor relations hanno la possibilità di utilizzare un modello comunicativo tramite il quale:<br />[ul][li]l'investitore ha la possibilità di relazionarsi con l'azienda (o le sue Pr) commentando l'articolo di suo interesse[/li]<br />[li]l'azienda ottiene spunti utili per "[i]leggere[/i]" il Mercato da più angolazioni[/li][/ul]L'obiettivo delle investor relations è quello di "[i]aumentare il clima di consenso attorno ad un'azienda[/i]" e qui [url=http://www.norscia.com/2007/03/21/e-financepress-il-blog-dedicato-alle-investor-relations-ed-alla-comunicazione-corporate]e-fP si propone[/url] come riferimento per una comunicazione finanziaria utile tanto all'azienda che all'investitore.<br /><br />[b]Alessandro Mirri[/b]
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<author>fonte: </author> 
<category>Advertisers and Marketers</category> 
<pubDate>Fri, 23 Mar 2007 12:54</pubDate> 
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<![CDATA[ Twittermania: il tuo ufficio stampa personale via RSS o... rss2twitter
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<link>news.php?articolo=121</link> 
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<![CDATA[ [i]Dall'inizio dell'anno se ne parla, se ne discute, alcuni provano a definire il fenomeno. L'agenda/notiziario in "tempo reale" si diffonde sul web italiano, nascono le prime applicazioni xml dedicated e arriva il primo freeware tutto italiano, rss2twitter. Allora, cosa sta facendo la tua azienda[/i]?<br /><br />[b]Rovigo[/b] - Alla domanda "[i]cosa stai facendo?[/i]" io ci affianco "[i]cosa sta facendo la tua azienda?[/i]". In questo modo [url=http://www.pivari.com]Fabrizio Pivari[/url] definisce [url=http://www.twitter.com]Twitter[/url], il fenomeno che ha contagiato la Rete e di cui oggi se ne parla anche in Italia, a [url=selective]http://www.giovy.it/2007/01/02/twitter-mania&prfont;contagio avvenuto[/url]. Nasce il primo blog italiano dedicato, [url=http://twittermania.wordpress.com]Twitter Mania[/url] e arriva [url=http://www.pivari.com/rss2twitter.html]rss2twitter[/url], un freeware tutto italiano per svincolare i contenuti dai plugin dedicati a singole piattaforme.<br /><br />[img=1]http://www.advmagazine.net/newszine/news-images/twitter.gif[/img]Twitter è essenzialmente un notiziario in "[i]tempo reale[/i]" sull'attività di una persona o di un'azienda. Una finestra sul mondo dalla quale mostrare le ultime novità sul "[i]cosa sto facendo[/i]". La versione [link]web 2.0[/link] di un "[i]Ufficio Stampa[/i]" personale verso cui indirizzare amici, clienti, pr, per essere sempre aggiornati sulle ultime novità della propria attività. E' uno strumento utile tanto [url=http://twitter.com/pandemia]per un blogger[/url] che [url=http://www.twitter.com/fox]per un Media[/url], aggiornabile tramite Feed dedicati. "[i]E pensare che fino ad oggi abbiamo sempre detto: fatevi i fatti vostri! Ma quello era il passato. Oggi è di tendenza dire fatevi i fatti miei ed internet non poteva essere da meno[/i]" - [url=http://www.pivari.com/briciole/2007/02/fatevi-i-fatti-miei.html]scriveva[/url] Fabrizio Pivari all'inizio dello scorso Febbraio.<br /><br />[enote]RSS[/enote]Twitter è innovativo quanto potrebberlo essere una pagina dedicata alle "[i]press release[/i]" sul sito web di un'azienda; quanto potrebbe essere oggi la messa on-line di un nuovo blog dedicato alle ultime novità di Media, aziende e liberi professionisti o esperti di "[i]x settore[/i]". Twitter però accomuna tutte queste "[i]ruote già scoperte[/i]" divenendone directory, selettore e indice informativo. A dirla tutta, dice Fabrizio Pivari, "[i]Twitter non si capisce a cosa serva ma tutti lo usano e tutti ne parlano. Non si capisce a cosa serva perché propone cose già viste e utilizzate da anni, ma tutti lo usano perché come il blog offre la possibilità di farsi conoscere a investimento zero, permettendo a chiunque di aprire una sorta di ufficio stampa personale[/i]".<br /><br />Una finestra aggiornabile in "[i]tempo reale[/i]" direttamente da un blog o da un sito web. "[i]Ad esempio[/i]" - continua Fabrizio Pivari - "[i]esiste un plugin WP per aggiornare il proprio Twitter. Ogni volta che fai un post viene innoltrato titolo e link[/i]".<br /><br />Da qui l'idea di creare un software che permettesse di fornire contenuti a Twitter partendo da un Feed XML senza essere vincolati da plugin dedicati a specifiche piattaforme. "[i]rss2twitter è un'applicazione freeware che prende via get l'RSS, ne estrae titoli e link, seleziona quelli che non sono già stati postati su Twitter e glieli invia[/i]". [url=http://www.pivari.com/rss2twitter.html]rss2twitter[/url] lavora con qualsiasi Feed e non è vincolato a specifiche piattaforme. "[i]E' sufficiente avere un Feed correttamente formattato e uno user Twitter a cui inviare i contenuti per consentire a rss2twitter di fare il suo lavoro[/i]" - spiega Fabrizio Pivari. Il software è stato testato su [url=http://comunicati-stampa.blogspot.com]comunicati-stampa.blogspot.com[/url] e fornisce i contenuti a [url=http://www.twitter.com/comunicati]Twitter Comunicati[/url]. rss2twitter è un progetto [link]open source[/link], conclude Fabrizio Pivari "[i]aperto ai contributi di chiunque sia interessanto alla crescita dell'applicazione. Con il tuo aiuto il tool potrà crescere in fretta[/i]". [url=http://freshmeat.net/projects/rss2twitter]Qui[/url] la pagina del progetto su [url=http://www.freshmeat.net]freshmeat.net[/url].<br /><br />[b]Redazione[/b]
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<author>fonte: </author> 
<category>Advertisers and Marketers</category> 
<pubDate>Thu, 22 Mar 2007 11:37</pubDate> 
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<![CDATA[ Broadcasting e copyright: iFilm tira il freno sulla Viacom vs. Google?
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<link>news.php?articolo=120</link> 
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<![CDATA[ [i]Violazioni di copyright commesse dal broadcast iFilm che, se confermate, potrebbero mettere a rischio l'azione legale intentata da Viacom International Inc. contro YouTube. Gregory Gabriel (Kwikalaw LLP): "Problemi nel presentare il caso se Viacom non adotta le stesse misure richieste a YouTube"[/i].<br /><br />[b]Milano[/b] - [url=http://www.ifilm.com]iFilm[/url], [link]broadcast[/link] [url=selective:target]http://www.ifilm.com/about/pr/index.jsp?pid=13oct2005&prfont;acquisito[/url] da [link]MTV[/link] nell'Autunno del 2005, potrebbe influire negativamente sull' [url=selective]http://www.advmagazine.net/newszine/news.php?articolo=119&prfont;azione legale[/url] intentata da [url=http://www.viacom.com]Viacom[/url] contro [link]Google[/link].<br /><br />[img=1]http://www.advmagazine.net/newszine/news-images/ifilm.gif[/img]iFilm è stato uno dei siti che ha risentito maggiormente del traffico di rete "[i]deviato senza autorizzazione[/i]" da [link]YouTube[/link]. E' un broadcast che da solo gestisce il 15% del traffico video di Viacom. Come YouTube, anche iFilm permette l'upload di filmati e, come l'azienda di proprietà Google, è "[i]sensibile[/i]" sul lato [link]copyright[/link]... e [url=selective:target]http://arstechnica.com/news.ars/post/20070319-infringing-videos-on-ifilm-could-cause-problems-for-viacom.html&prfont;fallibile[/url]? La domanda nasce da una ricerca "[i]a tema[/i]" effettuata sulla chiave [url=selective:target]http://www.ifilm.com/search?query=nba+brawl&s=Video+Search&prfont;nba brawl[/url]. I risultati "[i]assomigliano molto a quelli che si troverebbero su YouTube[/i]", scrive [url=selective]http://arstechnica.com/authors.ars/I+Palindrome+I&prfont;Eric Bangeman[/url] e "[i]non è chiaro se e in che modo Viacom sia autorizzato a mandare on-line questi filmati[/i]".<br /><br />Per avere chiarimenti, Eric Bangeman ha contattato Gregory Gabriel, noto avvocato esperto in copyright e diritti d'autore del [url=selective:target]http://www.kwikalaw.com&prfont;Kinsella Weitzman Iser Kump & Aldisert LLP[/url], il quale ha affermato che "[i]se Viacom non è disposto a prendere con iFilm le stesse misure che desidera vengano imposte a YouTube, avrà difficoltà a presentare il suo caso al giudice chiamato a presiedere[/i]". E' la stessa motivazione alla base della denuncia Viacom ad essere in pericolo: "[i]YouTube è una organizzazione for-profit che ha costruito un business sulla devozione dei fans verso lavori creativi estranei a Google, sua azienda proprietaria. Questo modello di business, che si basa sul generare traffico per vendere spazi pubblicitari su contenuti non autorizzati, è chiaramente illegale ed in conflitto sulle leggi in materia di copyright[/i]".<br /><br />Senza questa ulteriore complicazione, la presentazione del caso è già difficile a causa di alcune normative estendibili ai fornitori di broadcasting. L'avvocato [url=http://www.kwikalaw.com/ourPeople/gGabriel.html]Gregory Gabriel[/url] è dello stesso parere di [url=selective:target]http://www.pli.edu/product/bio.asp?fid=PE00000000005641&prfont;Alexander Macgillivray[/url], consulente legale di Google in materia di copyright, che ricorda come [url=selective:target]http://www.copyright.gov/legislation/dmca.pdf&prfont;esista[/url] "[i]una legge disegnata appositamente per l'attività dei provider di servizi internet, tutelante nei confronti di materiale illegale scaricato a loro insaputa sui server[/i]". Da questo punto di vista, spiega Greg Gabriel, "[i]YouTube sta già verificando i limiti del DMCA mentre Viacom stà chiedendo di dare luogo a procedere a qualcosa che la Legge non prevede[/i]".
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<category>Advertisers and Marketers</category> 
<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 13:19</pubDate> 
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