Osservatorio Nazionale Sicurezza Informatica: il 70% delle aziende a rischio intrusioni wirelessPagina stampata da ADV Magazine Newzine: l'articolo è stato pubblicato alle ore 13:52 del 02/05/2007 procedi con la stampa dell'articolo |
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L'indagine dell'Osservatorio Nazionale per la Sicurezza Informatica sull'esposizione delle aziende al rischiointrusioni via wireless: hot spot wireless aperti e vulnerabili in diverse città italiane. Roma - L'Osservatorio Nazionale per la Sicurezza Informatica è un'organizzazione no profit promossa da Yarix in collaborazione con altre aziende di settore. Periodicamente, l'Osservatorio monitorizza il livello di sicurezza di servizi e strumenti utilizzati da privati e Piccole e Medie Imprese nella quotidianità delle loro attività on-line.
I risultati emersi sulla sicurezza degli hot spot non è rassicurante:
Il 68% degli hot spot sono facilmente accessibili, "Questa situazione è molto grave in quanto un eventuale hacker potrebbe utilizzare queste connessioni aperte per trafugare dati e mascherare la propria identità. Oppure potrebbe utilizzarli per compiere reati nei confronti di altri, utilizzando l’identità “rubata” dell’ignaro utente internet" – ha dichiarato Mirko Gatto dell’Osservatorio – "Immaginiamo non solo cosa possa significare entrare liberamente nella rete di una banca, ma anche quali pericoli corrono gli ignari utenti: qualcuno potrebbe utilizzare il loro IP (la carta di identità di chi naviga su internet) per commettere reati, scambiare file illegali, commettere truffe. Qualcosa si è cercato di fare con il famoso decreto Pisanu Decreto Legge 27 luglio 2005, n.144 Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale, ma questo decreto riguarda solo gli enti pubblici che forniscono connettività ai propri clienti. Tutti gli altri devono fare da soli e fare pure in fretta". Il Decreto Legge n. 144 del 27 Luglio 2005 Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale è, per sua stessa definizione, limitato a quei punti caldi (telefonici e telematici) considerati più a rischio d'inficiare l'attività rivolta a contrastare attività di terrorismo. In particolare, l'art.6 Nuove norme sui dati del traffico telefonico e telematico e l'art.7 Integrazione della disciplina amministrativa degli esercizi pubblici di telefonia e internet affrontano tematiche di sicurezza telematica sebbene limitatamente all'oggetto del decreto legge. Sebbene l'art. 6 specifichi come siano soggette ad archiviazione comunicazioni elettroniche accessibili al pubblico, e come i fornitori di una rete pubblica di comunicazioni debbano di fatto mantenere traccia di tutto il traffico in entrata ed uscita, tale direttiva è sia temporanea che limitativa:
Fino al 31 Dicembre 2007 la direttiva imponga a chiunque intenda aprire un esercizio pubblico/privato "...la cui esclusiva o prevalente attivita' consista nel mettere a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche, oppure in cui siano installati piu' di tre apparecchi terminali..." di richiedere licenza al questore, e quindi non solo nel caso "... di sola installazione di telefoni pubblici a pagamento, abilitati esclusivamente alla telefonia vocale...". Ottenuta licenza, il gestore del servizio è tenuto a monitorare e ad archiviare ogni informazioni utile sull'utente che utilizza la piattaforma teconologica. La monitorizzazione del traffico riguarda sia le operazioni dell'utente che "...le misure di preventiva acquisizione di dati anagrafici riportati su un documento di identita' dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche ovvero punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili...". Per maggiori informazioni: Ufficio stampa L'Ippogrifo Tel.: 040/761404 web: ippogrifogroup.com e-mail: info@ippogrifogroup.com rif.: Alessandro Maola Redazione |